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"Il debito verso il deismo del trattato sulla rivelazione. Il caso dell'apologetica di Samuel Clarke", in Rassegna di Teologia, 62 (2021/3), pp. 415-441
L'articolo in un primo momento evidenzia il profondo debito del trattato sulla rivelazione verso il deismo che di fatto ne determinò il sorgere e la costituzione. Successivamente viene presentata la prospettiva apologetica di S. Clarke soprattutto nel Discourse in cui si esemplifica questo rapporto e il rischio di ridurre la rivelazione ad un supplemento di autorità e certezza alle verità razionali. Infine sono presentati alcuni spunti di riflessione che mettono in luce il rischio circa la possibilità di salvaguardare l'irriducibilità della rivelazione alla sola ragione quanto soprattutto ai suoi contenuti.

The article at first highlights the profound debt of the treaty on revelation towards deism which in fact determined its rise and constitution. Subsequently the apologetic perspective of S. Clarke is presented above all in the Discourse which exemplifies this relationship and the risk of reducing revelation to a supplement of authority and certainty to rational truths. Finally, some points for reflection are presented that highlight the risks about the possibility of safeguarding the irreducibility of revelation to reason alone as above all to its contents.

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Recensione del volume: C. Dotolo, Dio sorpresa per la storia. Per una teologia post-secolare, Queriniana, Brescia 2020, in Rassegna di Teologia 62 (2021), 507-509.

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Sui sentieri della contemporaneità. Il fiume carsico della mistica, in Rassegna di Teologia 62 (2021), 2, 269-281
Nella ricerca delle radici e delle origini del tempo presente e della modernità che lo ha preceduto, la mistica costituisce un fattore costante dell'identità dell'Occidente presente sia all'interno del cristianesimo sia, soprattutto, in forma secolarizzata in buona parte della filosofia moderna. Inoltre la mistica si rivela un ambito fecondo per la declinazione dell'esperienza religiosa nella postmodernità.

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"Memoria e previsione... e quel che ne resta", in M. Bernardoni (a cura di), Cinque parole della scienza. Memoria e previsione, dato e informazione, tempo, EDB, Bologna 2021, pp. 63-81 (della versione pdf dell'ebook)
Copertina Il testo offre alcune riflessioni sulle parole "memoria"/passato e "previsione"/futuro dal punto di vista filosofico e teologico cristiano

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S. Clarke, Discorso sugli obblighi immutabili Della religione naturale e sulla verità e la certezza della rivelazione cristiana, a cura di Antonio Sabetta, Studium, Roma 2021, 336pp
Copertina Nel 1705 Samuel Clarke (1675-1729) tiene alle Boyle's Lecture otto sermoni pubblicati nel 1706 con il titolo Discorso sugli obblighi immutabili della religione naturale e sulla verità e la certezza della rivelazione cristiana. Per il filosofo e teologo inglese, la ragione tanto è in grado di dimostrare l'esistenza e gli attributi di Dio, quanto di farci comprendere il contenuto della rivelazione che non è né discordante né ulteriore rispetto a ciò che la ragione può scoprire con le sue sole forze naturali. Pur essendo tali contenuti verità razionali, Dio li ha dovuti rivelare a causa della corruzione dell'umanità, così profonda e diffusa che pochi uomini sarebbero potuti giungere da soli a quelle verità indispensabili per la vita. Accertata la necessità della rivelazione segue la dimostrazione del cristianesimo come rivelazione di Dio. Anche se la credibilità dell'origine divina della religione cristiana deriva dalla piena conformità di tutti i contenuti e le dottrine credute con la ragione, tuttavia la religione cristiana è anche positivamente dimostrata provenire da Dio mediante tre argomenti: i numerosi e infallibili segni e miracoli compiuti pubblicamente da Gesù come evidenza del suo incarico divino; il perfetto compimento sia delle profezie prima di Cristo che lo riguardavano sia di quelle che lui stesso fece riguardo alle cose che sarebbero accadute dopo di lui; la testimonianza ed il martirio dei discepoli del Signore, che rappresenta il motivo principale di credibilità del cristianesimo per quanti vivono temporalmente distanti dai fatti relativi a Cristo.
Recensito su Avvenire del 19-065-2021, p. 19; da R. Cetera su L'Osservatore Romano del 2 luglio 2021, p. 6; da E. Prato su Teologia 3/2021, pp. 479-481

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